Piero Orlandi 2015

Piero Orlandi 2015

PIERO ORLANDI
Pianoro/World

 

Il paesaggio industriale pianorese è stato perlustrato osservando gli edifici come simboli di utopie e ideologie; a uno sguardo ravvicinato, gli stili architettonici e le pratiche urbanistiche rivelano il proprio senso più intimo di aspirazioni a modelli. In questo modo, l’identità di Pianoro, come tutte le identità, si rivela una condizione transitoria, una oscillazione continua tra prima e dopo, povero e ricco, rurale e urbano, antico e nuovo, dentro e fuori, rovina e restauro. Le forme delle transizioni lente o delle crisi strutturali ci svelano gli ingredienti con cui le persone di ieri costruivano se stesse, mescolando il proprio mondo con il mondo.
Pianoro/World.
“L’identità di un martello è data dagli elementi particolari di quel martello (una tacca sul manico, una coloritura speciale prodotta dall’uso), oppure da ciò che lo rende un martello come gli altri?” (F. Remotti, Contro l’identità. Roma-Bari, Laterza, 1996.)
Contro la globalizzazione e contro i localismi, le fotografie degli edifici e delle aree industriali di Pianoro si confrontano con le immagini di molti altrove: siano essi capolavori della storia dell’architettura, vedute di luoghi o paesaggi celebrati, le iconografie del mondo si affiancano a quelle del paese e raccontano di vicinanze e distanze.

 

"Get the Flash Player" "to see this gallery."

 

Nell'ambito della sua attività, Piero Orlandi si occupa da molto tempo del rapporto fra fotografia, urbanistica, architettura. Nato a Bologna nel 1952, si è laureato in architettura a Firenze nel 1976. Nel biennio 1978-79 inizia a collaborare con l'Istituto Beni Culturali (IBC) della Regione Emilia-Romagna, a un progetto di censimento dei nuclei fotografici storici diretto da Andrea Emiliani. Dal 1979 è in servizio presso la Regione Emilia-Romagna, con incarichi in materia di conservazione dei beni architettonici, politiche abitative, riqualificazione urbana. Ha fatto parte del gruppo di lavoro che ha elaborato il Piano Paesistico Regionale nella seconda metà degli anni Ottanta. Dal 2004 al 2015 è stato responsabile del Servizio Beni Architettonici e Ambientali dell'Istituto Beni Culturali. Ha curato numerose mostre e pubblicazioni, tra le quali nel 2005 “Quale e Quanta” con Maristella Casciato, sull'architettura in Emilia-Romagna nel secondo Novecento. È fra i fondatori dell'associazione culturale e galleria Spazio Lavì di Sarnano e Bologna.