6.390.230.008# stelle di Daniela Spagna Musso

6.390.230.008# stelle

 

Daniela Spagna Musso ha lavorato a partire dalle memorie del vecchio cinema Igea, in disuso dagli anni '80. Insieme ai bambini delle scuole elementari e medie che hanno realizzato interviste agli abitanti, e insieme al pubblico del Centro Diurno Enrico Giusti, ha raccolto racconti, ha realizzato ritratti fotografici utilizzando la facciata del vecchio cinema come punto di ritrovo e incontro dove i ragazzi si fotografavano reciprocamente e, coinvolgendo un po' tutti gli abitanti del paese, ha raccolto filmini privati dagli anni '50 ad oggi che la sera del 4 giugno sono andati a comporre in una serie di installazioni video una proiezione pubblica di filmati intimi, istanti preziosi nel percorso non solo di una vita privata ma dell'intera collettività. Un'occasione di cinema condiviso in cui "ognuno è una stella".

RACCONTI SUL VECCHIO CINEMA IGEA

Il vecchio cinema Igea è tuttora presente e si trova in Piazza dei Martiri a Pianoro, di fronte al Comune, circa tra il negozio di alimentari e la tabaccheria.Risale agli anni ’50 e pare sia stato chiuso circa 35 anni fa. Il motivo della chiusura del cinema nessuno me l’ha saputo dire; forse negli ultimi anni ci andavano poche persone e così l’hanno chiuso.

Descrizione interna ed esterna.

All’entrata c’era una scaletta che portava ad una piccola galleria. A destra c’era la biglietteria e a sinistra l’ingresso alla platea. La platea aveva il pavimento “pari” e non in discesa come i cinema di oggi. Le poltroncine erano di legno, ribaltabili.La sala era lunga circa 20/30 metri x 15 metri e forse conteneva 200/300 persone. Le locandine venivano affisse alla porta di legno dell’ingresso e in una bacheca a vetrina.

Persone che lavoravano nel cinema.

Tutte le persone che ho intervistato si ricordano di una signora bionda che vendeva i biglietti, ma nessuno sa come si chiamava. Solo il signor Lanzarini ricorda che il biglietto per vedere il film costava forse 100 lire ma il posto in galleria era più costoso.Si ricordano tutti di un signore anziano che vendeva cibi e bevande. In particolare il signor Berti ricorda con simpatia che tutte le volte che acquistava bibite e cibo la maschera si raccomandava di non sporcare le poltrone…Come bevande c’era la Coca-cola in bottiglia ( non esisteva quella alla spina né in lattina) e vendevano liquirizia, brustolini e lupini.I pop corn non c’erano all’epoca del signor Lanzarini, solo a quella del signor Berti che è più giovane.

Le persone che ho intervistato non ricordano nulla di chi proiettava i filmati.Gli intervistati andavano al cinema al sabato sera o alla domenica pomeriggio: il signor Lanzarini con la fidanzata, il signor Berti con gli amici, il signor Cassanelli con la scuola per vedere filmati didattici. Alla sua epoca il cinema era già chiuso forse…Dei film che hanno visto il signor Lanzarini ricorda “I dieci comandamenti” e “Via col vento”, il signor Berti ricorda “Dove osano le aquile”. (Leonardo SARTI IV C)

…L’edificio fu costruito nel dopoguerra e inizialmente non era un cinema ma una sezione del Partito Socialista Italiano. Fu costruito con pietre ricavate dal fiume Savena e poi acquistato dal signor Mandrioli che lo trasformò in un cinema.Il cinema era abbastanza grande e conteneva circa duecentocinquanta posti ed era composto sia dalla tribuna che dalla galleria. …Per accedere alla galleria c’erano delle scale di fianco alla piccola biglietteria dove la signora Mandrioli, moglie del proprietario, vendeva oltre che i biglietti anche mentine e “burdighon”, caramelle di liquirizia a forma di animali o di oggetti che con cinquanta lire ne prendevi un bel pacchettino. Il biglietto intorno al 1970 costava circa cinquecento lire.

Lo schermo del cinema era piatto, molto grande e moderno per quei tempi, perché venivano proiettati anche film in cinemascope ( è un formato cinematografico dove le immagini venivano proiettate in modo panoramico cioè su tutto lo schermo) e prime e seconde visioni. Il cinema era strutturato anche per fare delle rappresentazioni teatrali, infatti c’era il palco dove era posizionato lo schermo con delle tende rosse. Venivano fatte delle recite scolastiche, spettacoli e per la Befana la mamma si ricorda che ai bambini veniva regalata la calza con i dolcetti.

Un signore di Pianoro mi ha raccontato che una volta andò a vedere uno spettacolo con un ipnotizzatore e un ragazzino sul palco, ipnotizzato dal mago, cominciò a fare la scimmia.

Appena aperto il cinema proiettava i film tutti i giorni, il martedì i film per adulti, il giovedì i film western, il sabato e la domenica film per ragazzi. La domenica c’era una proiezione anche di pomeriggio.Il giovedì sera, durante gli anni cinquanta, il film veniva sospeso per poter vedere “Lascia o raddoppia” un telequiz sulla RAI condotto da Mike Buongiorno, all’epoca molto seguito dai telespettatori.Venivano fatti vedere anche film horror. Un signore ricorda che da bambino vide “Frankestein contro l’uomo lupo” e durante una scena si prese tanta paura che scappò via dal cinema e corse a casa dalla nonna tan to velocemente che per fortuna la porta di casa era aperta altrimenti avrebbe sbattuto la testa contro l’uscio.

In estate il cinema si spostava all’aperto e aveva anche uno schermo in giardino. Alla fine del primo tempo suonava una sirena e tutte le persone si spostavano fuori per vedere il film. La gente che abitava vicino al cinema ne approfittava per vedere il film dal balcone di casa senza pagare il biglietto.La galleria era destinata ai giovani perché facevano molta confusione e si divertivano a gettare pop-corn sulle teste delle persone sedute in platea.Il signor Mandrioli, durante le proiezioni, girava con una torcia a controllare specialmente i ragazzi in galleria che spesso fumavano di nascosto.Il proprietario vietava ai ragazzini fino a quattordici-quindici anni di salire in galleria perché c’erano coppie di fidanzati che si sbaciucchiavano.

Durante il film due signori con una cassettina di legno appesa al collo passavano tra le poltrone a vendere pop-corn, noccioline tostate e lupini.Chi voleva poteva uscire dal cinema per andare nella latteria di fianco a bere il più buon frappé di Pianoro e dintorni fatto dalla signora Scandellari.

La mamma quando il cinema fu chiuso, i ntorno al 1980, fu molto dispiaciuta perché a Pianoro per i bambini non c’erano altre attrazioni o divertimenti. (Chiara FABBRI IV C)

Il cinema Igea si trova nella piazza dei Martiri di Pianoro Nuovo. L’edificio risale agli anni ’50 e a tutt’oggi è ancora in buone condizioni, purtroppo si può vedere solo la parte esterna in quanto il cinema è chiuso più o meno dagli anni ’80.

Una caratteristica del cinema è l’esterno dell’entrata principale, rivestita con piccole piastrelline colorate ad effetto mosaico.

Andando su via Risorgimento tra l’assicurazione SAI e la vecchia COOP si può intravedere una piccola parte dello schermo del cinema dove proiettavano i film all’aperto.

Per “riportare in vita” la storia del vecchio cinema Igea sono andata a recuperare materiale utile intervistando un pianorese di nascita.

Carlo Tripoli è un signore di 65 anni molto simpatico e disponibile, infatti mi ha rilasciato questa intervista ricca di elementi importanti per la ricerca.

L’entrata si presentava così: a destra c’era la biglietteria, a sinistra la platea, di fronte c’erano le scale per accedere alla galleria.

Il cinema era abbastanza grande, le poltrone erano di legno e richiudibili. Sotto lo schermo c’era anche un palco dove facevano spettacoli di teatro. Il cinema era gestito dalla famiglia Mandrioli; i biglietti li vendeva la moglie mentre il marito proiettava i film, i due figli davano una mano.

La maschera era un signore di nome Bolognini.Chi vendeva “Brustulli” erano i ragazzini di Pianoro che a turno venivano chiamati dalla proprietaria in cambio del biglietto gratis o qualche cibaria (brustulli, pop-corn, caramelle).

Al cinema si andava di sabato, di domenica pomeriggio e sera, poi successivamente incominciarono a proiettare anche il martedì e il giovedì. Proprio in questa ultima serata il signor Carlo si ricorda che dopo la proiezione del primo spettacolo mettevano la televisione così si poteva guardare tutti insieme il programma di Mike Buongiorno “Lascia o raddoppia” e finito questo si riprendeva con la proiezione dei film. Al cinema ci si andava con la propria famiglia e la domenica con gli amici.

I film di allora erano western di Giuliano Gemma, Terence Hill, Bud Spencer, Zorro.

Rammenta il signor Carlo che quando proiettavano il film di Zorro e l’attore entrava in azione tutti i ragazzini erano talmente entusiasti che facevano un gran chiasso e di conseguenza arrivava la maschera (signor Bolognini) con la torcia e li sgridava.

Il cinema era sempre pieno di gente anche perché all’epoca non c’erano tanti divertimenti.

Per tanti anni questo cinema ha avuto successo. Il biglietto costava cinquantacinque lire, la galleria dieci lire in più.

Le locandine erano posizionate vicino all’entrata all’esterno del cinema, erano tre e ognuna dava la proiezione della giornata, un’altra locandina mobile veniva posizionata davanti alla caserma dei carabinieri.

Il cinema all’aperto era abbastanza grande aveva tante luci e le poltroncine pieghevoli, lo schermo si può ancora intravedere dalla strada di via Risorgimento.

La domenica pomeriggio si andava al primo spettacolo delle 14.00 poi verso le 19.00 tornavano a casa per mangiare, volendo si poteva tornare al cinema utilizzando lo stesso biglietto stando lì fino all’ultimo spettacolo in attesa poi che la mamma o la sorella andavano a prenderlo.Insomma i pomeriggi festivi si passavano praticamente al cinema con gli amici facendo parecchio chiasso e tutto ciò comportava l’arrabbiatura della maschera e a volte anche del signor Mandrioli che era ancora più severo.

Il macellaio della piazza di Pianoro Romano Giusti mi ha raccontato che all’epoca non c’erano tanti divertimenti dunque si andava al cinema per passare belle serae. Il cinema era utilizzato anche per ballare e affittato per fare veglioni di capodanno, di conseguenza non proiettando i film era una grande dispiacere per i ragazzini. Con il passare del tempo incominciò la crisi del cinema, prima chiudendo per un po’ poi provandolo a riaprire un paio di sere a settimana, ma non avendo più tanto successo decisero di chiuderlo del tutto.

Delle cibarie si ricorda che le caramelle se ne comprava una alla volta e i brustulli costavano dieci lire a sacchetto.

Il calzolaio Martino di via Gramsci si ricorda che il cinema Igea aprì negli anni ’50 era era frequentato dagli abitanti di Pianoro. Si andava in bicicletta perché a quei tempi c’erano poche macchine. Di solito si andava in platea perché la galleria costava di più tranne alcuni periodi dell’anno come il giorno di natale, l’Epifania, Pasqua che erano giorni di festa.Il signor Martino si ricorda che i proiettori andavano a carbone per fornire luce alla pellicola e a volte capitava che se l’operatore non stava attento o si addormentava veniva a mancare la luce dello schermo e tutti gridavano: Luce luce!!!

Dopo aver conosciuto il passato del cinema Igea mi piacerebbe rivivere le cose che ho appena raccontato.

N.B.: tutte le interviste qui riportate sono state anche filmate. (Erika Manetti IV C)

Daniela Spagna Musso has worked with primary and secondary school students, starting from the memories of the ancient cinema Igea, abandoned since the ‘80s. They interviewed about the old Cinema the inhabitants of the area and gathered old and new videos that will be part of some street installations that will show people’s private videos, precious instants, not only for people’ s lives but also for the entire community. This is an occasion for a participated cinema, in which “everybody is a star.

   

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